Insigne-Coda, l'intesa di Benevento che riaccende l'unico spiraglio offensivo del Catania
Nello 0-0 col Barletta, le combinazioni più pericolose della ripresa sono nate dal feeling tra i due, che si conoscono dai tempi del Benevento. Un dettaglio che pesa poco sui numeri e molto sulle prospettive di un attacco ancora senza identità.

C'è un filo che non ha bisogno di essere allenato, perché è già stato costruito altrove. Roberto Insigne e Massimo Coda si conoscono dai tempi di Benevento, e nello 0-0 di sabato scorso contro il Barletta alcune delle situazioni offensive più interessanti della ripresa sono nate proprio dalle loro combinazioni. Può essere un caso, certo. Ma in un attacco che a Cibali ha prodotto appena 2 tiri nello specchio su 14 complessivi, ogni intesa che funziona merita di essere notata.
Il contesto in cui questo dettaglio si inserisce è quello di un Catania che sette punti in sei giornate non ha ancora trovato un'identità offensiva riconoscibile. Contro il Barletta la squadra di Longo ha avuto il 58% di possesso palla, ha prodotto 14 conclusioni, ma ha chiuso senza gol per la quarta volta in sei partite di campionato considerando anche le reti subite. Coda è entrato al 41' al posto di Russo, unica punta di partenza: non un cambio a gara compromessa, ma un aggiustamento arrivato mentre il risultato era ancora fermo sullo 0-0.
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Coda e Insigne sono arrivati entrambi il 5 settembre, nelle ultime battute di un mercato che si è chiuso il 1° settembre alle 20:00. Sono quindi due innesti freschi, ancora in fase di amalgama con un gruppo che secondo lo stesso Longo non si allena da squadra da un mese per via del trittico ravvicinato Scafatese-Picerno-Barletta. In questo quadro, un'intesa già rodata altrove — e non da costruire da zero in allenamento — è una scorciatoia che il tecnico non può permettersi di ignorare.
Va detto senza girarci intorno: Coda non è ancora al meglio della condizione per reggere una gara intera, ed è per questo che finora è entrato a partita in corso invece che dal primo minuto. Finché sarà così, l'intesa con Insigne resterà un'arma da centellinare nei minuti finali, non una soluzione su cui costruire novanta minuti di manovra. Il rischio è che diventi l'ennesimo dettaglio incoraggiante che non si traduce in un gol vero, come già successo con altre letture ottimistiche di questo avvio di stagione.
Il primo banco di prova per capire se questo filo regge oltre i cinque minuti di una ripresa arriva domenica 27 settembre, alle 12:30, sul campo della Casertana, quarta in classifica con 12 punti e una difesa tra le più solide del girone. Se Longo deciderà di dare più spazio dal primo minuto alla coppia Coda-Insigne, al Pinto si vedrà se quella sintonia nata a Benevento può diventare qualcosa di più di un'annotazione statistica in un pareggio a reti bianche.
Fonte: TuttoCalcioCatania



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