Tredici tiri e zero gol al Monterisi: al Catania serve anche il tiro da fuori
A Cerignola abbiamo tirato tredici volte, come i padroni di casa, e siamo tornati a casa senza gol. Domenica alle 14:30 arriva il Sorrento: se l'area resta chiusa, bisogna avere il coraggio di calciare da lontano.

Tredici tiri, quattro nello specchio, nessun gol. A Cerignola il Catania ha tirato quanto l'Audace, ma non ha mai trovato la rete. Per questo, nei giorni prima del Sorrento, si torna a parlare di un'arma che questa squadra sembra aver lasciato nell'armadio: il tiro da fuori area. Quando l'avversario si chiude, le linee si stringono e ogni spazio in area viene coperto, a volte serve prendersi la responsabilità di calciare da lontano.
Il Monterisi è stato l'esempio più chiaro. Il Cerignola ha avuto il pallone per il 66% del tempo, ha battuto 5 calci d'angolo contro i nostri 2 e ha vinto con un gol nato da una rimessa laterale battuta in ritardo da Allegretto al 56': da Cocorocchio a Gambale, poi l'assist per Boccadamo. Noi i tiri li abbiamo fatti, ma non hanno mai messo davvero in difficoltà la porta avversaria. È la seconda sconfitta di fila in trasferta, e su quel campo non abbiamo mai vinto né segnato.
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Il possesso non basta
Prima di Cerignola eravamo primi nel girone per possesso palla, con il 54,3%, e secondi per tiri nello specchio, 63. Sono numeri di una squadra che arriva al tiro, ma il problema è come ci arriva e da dove. Longo chiede a Cicerelli, il numero 10, di occupare «soprattutto i mezzi spazi». Un'idea che funziona quando le difese concedono qualcosa. Quando non concedono niente, chi riceve palla fra le linee deve avere anche il coraggio di calciare.
Davanti le risorse sono queste. Coda, arrivato il 5 settembre, ha segnato tre gol: uno ad Altamura e due al Giugliano. Russo, operato agli hamstring, è fuori per il resto del 2026. Il 6-0 al Giugliano ha mostrato cosa succede quando la partita si apre, ma il campionato non ci regalerà molte gare così. Sei giorni dopo, al Monterisi, è bastato un avversario corto e aggressivo per toglierci ogni soluzione.
La nostra lettura è questa: non basta chiedere più tiri da fuori come se fossero una formula magica. Un tiro da fuori ha senso solo dentro un piano. Serve qualcuno che vada a riprendere le respinte e una squadra che non si sbilanci a ogni pallone perso. A Cerignola il Catania ha mostrato un approccio molle. Il problema non era la distanza dalla porta, ma la mancanza di convinzione.
Domenica 8 novembre alle 14:30, all'Angelo Massimino, arriva il Sorrento: un punto sopra di noi, 3-5-2 verticale, sei assenti e Zangla in panchina al posto di Maiuri. Probabilmente si chiuderà, e vedremo se il Catania avrà imparato qualcosa dal Monterisi. Con 19 punti, il quinto posto e dieci lunghezze dal Potenza, un'altra domenica con tanti tiri e nessun gol non è un lusso che possiamo permetterci.
Fonte: TuttoCalcioCatania




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