Venerdì 30 ottobre 2026 · Serie ASito non ufficiale dei tifosi bianconeri
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«Con le rape non si fa il Barolo», «La Juve vera, chi l'ha vista?»: dopo Genova anche i tifosi famosi perdono la pazienza

Dallo storico De Luna, che ricorda i Puppanti, a Evelina Christillin, che a metà ripresa del Ferraris ha cambiato canale: il 2-0 di Genova ha fatto parlare anche la tribuna dei tifosi noti. Pochi incoraggiamenti, molta amarezza, e una domanda che ritorna: di chi è la colpa.

Lo stadio Allianz Stadium di Torino
Lo stadio Allianz Stadium — Foto: tripadvisor.it

A metà secondo tempo di Genoa-Juventus Evelina Christillin ha cambiato canale. Lo racconta lei, presidente del Museo Egizio di Torino ed ex membro Fifa e Uefa: «Ho iniziato a vedere "Chi l'ha visto". Solo che mi ritrovo a chiedermi: ma la Juve, quella vera, chi l'ha vista?». Una battuta, ma anche la fotografia di una serata in cui la Juventus ha avuto il 63% del pallone e lo ha tirato in porta tre volte, mentre il Genoa chiudeva i conti in 28 minuti con Ehizibue e Baldanzi.

Lo storico Giovanni De Luna va più in là: «È il peggior momento che io ricordi. Ho vissuto l'epoca dei Puppanti, ma quello era un gruppo giovane, questi sono calciatori pagati fior di quattrini eppure non in grado di reagire. Non va il contesto, è come se facesse imbrocchire i calciatori». È il paragone che fa più male, perché sposta il discorso dal risultato all'atteggiamento. E l'atteggiamento a Marassi lo hanno visto tutti.

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Chi attacca l'allenatore, chi guarda più in alto

Il content creator Luca Toselli punta dritto su Spalletti, che proprio oggi compie un anno in panchina: «Questo non è Spalletti. Non va nemmeno vicino allo Spalletti del passato. E mica parlo dei risultati. Ma questo andava a muso duro con Totti, Icardi e Insigne. Qui pare un agnellino che continua ad abbracciare i suoi cuccioli». Il riferimento è a Bremer, multato per lo sfogo dopo lo 0-3 con la Lazio: «Se Bremer dice che sono fifoni la risposta è multa più scuse. Qui non c'è davvero squadra. Manca gruppo, manca energia, manca passione, manca coraggio, manca orgoglio, manca reazione».

Ezio Greggio, attore, regista e conduttore, sposta il bersaglio: «L'ho scritto anche lo scorso anno: con le rape non si può fare il Barolo. Paghiamo errori di anni passati quando sono stati sbagliati acquisti di giocatori non da Juve, ma anche di allenatori e dirigenti discutibili». Per lui i manager arrivati quest'anno «non possono far miracoli», stretti fra problemi tecnici e fair play finanziario. Poi l'appello, controcorrente rispetto a chi parla di disertare: «Riempire lo Stadium, tifare per 90 minuti anche quando sbagliano», perché è «la miglior cura per obbligarli a combattere» e insieme «la miglior risposta se non si impegnano per farli sentire piccoli-piccoli».

La voce più indulgente è quella della cantautrice Francesca Michielin, che insiste sulle assenze e sulla serenità perduta: «Anche i più carismatici paiono frenati dal timore di sbagliare». A Genova gli indisponibili erano otto, capitan Locatelli compreso, ed è un dato vero. Ma non spiega un primo tempo intero passato a subire ripartenze senza mai spezzare il gioco. Ciro Ferrara, ex giocatore e allenatore bianconero, lo ha detto a Dazn la sera stessa: «Sono coinvolti allenatore, giocatori e società alla stessa maniera. Lo sguardo dei calciatori sotto la curva della Juventus sembra perso. Il Genoa sembrava poter andare oltre il 2-0 e questo deve far riflettere».

Mettiamo in fila le voci e viene fuori il quadro che il tifoso comune si porta dietro da mercoledì. Nessuno parla di sfortuna. C'è chi accusa la panchina e chi la proprietà, ma tutti descrivono la stessa squadra: impaurita, senza reazione. Il problema è che lo diceva già lo 0-3 con la Lazio, e lo Stadium aveva fischiato. Da allora sono passati dodici giorni, è cambiato il modulo e la sostanza è rimasta quella. Se i Puppanti sono tornati di moda come termine di paragone, la responsabilità non è di chi guarda la partita.

Il conto è questo: ottavi con 14 punti, sei dal quarto posto, e in casa non vinciamo da 39 giorni. Stasera la squadra entra in ritiro alla Continassa e ci resta fino a domenica, quando alle 20:45 allo Stadium arriva il Napoli.

Fonte: La Stampa

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