Gatti, da centravanti d'emergenza a titolare: stasera al Ferraris può giocare la terza gara di fila dall'inizio, non succede da un anno
Con Rennes e Lecce ha messo in fila due partite da titolare per la prima volta da febbraio. A Genova, alle 20:45, è avanti nel ballottaggio con Alajbegović. Il merito però non è tutto suo: il posto glielo hanno aperto l'infermeria e il 3-5-2.

Un anno fa le partite di fila da titolare erano state tre: Lazio, Udinese e Cremonese. In panchina era finito Tudor, c'era stato l'intermezzo di Brambilla ed era appena arrivato Spalletti. Da allora Federico Gatti non era più riuscito a giocare dall'inizio tre volte consecutive. Stasera al Ferraris può farlo. Nella formazione probabile è avanti 60-40 su Alajbegović, e questo ballottaggio dice già molto: se gioca Gatti, la difesa a tre vista a Lecce resta com'è.
Contro Rennes e Lecce ha giocato due gare di fila da titolare, e prima di questa settimana l'ultima volta risaliva a fine febbraio, a Como in campionato e al Galatasaray in Champions. Quella sera aveva segnato il 2-0 momentaneo, e per qualche minuto la rimonta dopo il 5-2 dell'andata era sembrata possibile. Poi ai supplementari era arrivato Osimhen. Dopo quella notte il suo spazio si è ridotto quasi a niente.
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Il difensore che giocava da nove
Al rientro di Bremer dall'infortunio Gatti è scivolato in fondo alle gerarchie, e ci è rimasto. Talmente in fondo che Spalletti lo mandava in campo nei finali da centravanti aggiunto, per sfruttare il colpo di testa sulle palle inattive, eredità di un passato da attaccante. Così sono arrivati due gol pesanti. Il primo è il 3-3 all'Olimpico contro la Roma nella scorsa stagione, che sembrava rilanciare la corsa al quarto posto, corsa poi persa. Il secondo è l'1-1 contro il Milan all'Allianz Stadium alla 3ª giornata di questo campionato, che ha evitato a Spalletti la prima sconfitta stagionale. Fra quei due gol ha giocato 189 minuti in 13 partite. Prima di Lecce, in questa stagione, il conto era di 222 minuti in 4 presenze.
In estate ha avuto tempo per pensarci. Lo cercavano il Crystal Palace, il Bournemouth e la Turchia. Lui, capitano per 6 partite con Motta e convinto di poter portare la fascia più spesso, ha scelto di restare alla Continassa e lavorare. A Lecce si è visto il risultato: l'assist per il 2-0 di Douglas Luiz al 41' è suo, da difensore e non da attaccante aggiunto.
Detto questo, non raccontiamoci che Gatti si sia ripreso la Juve solo a forza di volontà. Il posto glielo hanno aperto due cose che non dipendono da lui. La prima è l'infermeria: oggi mancano in otto, fra cui Locatelli e Çelik. La seconda è il passaggio al 3-5-2 dopo lo 0-3 con la Lazio, che ha creato un posto in più al centro della difesa. E poi la domanda scomoda: a gennaio la sua cessione resta un'ipotesi concreta. Allora qual è il giudizio della società? Gatti è un giocatore su cui ripartire o un difensore da tenere finché i titolari sono in infermeria? Le due cose insieme non stanno in piedi.
C'è anche un dato che vale per tutto il reparto. A Lecce l'abbiamo vinta 0-2, ma il Lecce ha tirato 16 volte contro le nostre 8, e nel secondo tempo i tiri sono stati 12 a 4 per loro. La difesa a tre ha tenuto, non ha dominato. Per Gatti il Ferraris è una prova da difensore vero, non da uomo delle palle inattive. Contro di lui ci sono Osmajic e Ostigard, che Spalletti stesso ha indicato per la loro forza fisica.
Abbiamo 14 punti dopo 8 giornate e due risultati utili di fila. Stasera alle 20:45 a Genova si capirà se la terza partita da titolare è il segno di una nuova gerarchia o solo l'ultima conseguenza dell'emergenza. Domenica allo Stadium arriva il Napoli.
Fonte: La Gazzetta dello Sport




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