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Icardi e la carta Spalletti: a Milano hanno già lavorato insieme, ma al Galatasaray prendeva 6 milioni netti

L'argentino, svincolato dall'estate, vede nella Juventus la sua destinazione dopo che la strada per l'Inter si è chiusa. Lo spinge anche la presenza dell'allenatore che conosce, ma di trattativa per ora non ce n'è e i conti restano un ostacolo serio.

Icardi e la carta Spalletti: a Milano hanno già lavorato insieme, ma al Galatasaray prendeva 6 milioni netti
Icardi e la carta Spalletti: a Milano hanno già lavorato insieme, ma al Galatasaray prendeva 6 milioni netti — Grafica Arena Juve

Il nome nuovo nel dossier Icardi è quello di Luciano Spalletti. Dall'Argentina arriva la voce che l'attaccante classe 1993, senza squadra da giugno, abbia scelto la Juventus come destinazione preferita. L'Inter non gli ha riaperto la porta e a Torino, in panchina, c'è un allenatore che l'ha già avuto a Milano e conosce bene le sue caratteristiche. A oggi però non risulta nessuna trattativa: c'è la disponibilità del giocatore e poco altro.

Della sua offerta avevamo già scritto. La novità di queste ore è il peso che può avere il rapporto con Spalletti, e insieme una cifra che riporta tutti con i piedi per terra. Nel 2023 il Galatasaray lo acquistò a titolo definitivo e comunicò uno stipendio da 6 milioni di euro netti a stagione. Con i bonus, secondo le ricostruzioni della stampa turca, il totale poteva arrivare a circa 10 milioni. Icardi, si dice, sarebbe pronto a ridurre le sue richieste pur di tornare in Italia. Per la Juve è la condizione minima: senza un taglio vero l'ipotesi non sta in piedi.

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Il problema c'è, la soluzione è un'altra questione

Che il reparto offensivo abbia bisogno di qualcosa lo dicono i numeri del campionato. In dieci giornate la Juve ha segnato 13 gol. Woltemade ne ha fatti 3 in Europa League e nessuno in Serie A, Kolo Muani in campionato è fermo a uno. Con Yıldız fuori per la frattura al metatarso fino a metà dicembre e Conceição alle prese con una spalla che ha tempi lunghi, davanti le soluzioni sono poche. Il mercato è chiuso fino al 2 gennaio 2027, ma i giocatori svincolati si possono tesserare anche adesso. È questo il punto che dà concretezza alla voce.

Ci sono però altri numeri che contano. Il bilancio 2025/26 si è chiuso a -66 milioni, la nona perdita consecutiva, e il monte ingaggi è di 142 milioni. All'assemblea del 3 novembre Giovanni Carnevali ha detto che a gennaio non ci sarà nulla di «straordinario», per via del settlement agreement con la Uefa. Un attaccante che fino a ieri prendeva 6 milioni netti, anche con lo stipendio dimezzato, sarebbe proprio una spesa fuori dall'ordinario.

La domanda che ci facciamo è semplice. Frederic Massara ha appena parlato di «nucleo italiano», e la rosa è stata rifatta in estate puntando su giocatori giovani. Che senso ha allora un centravanti nato nel 1993, fermo da giugno, preso perché l'allenatore lo conosce e perché si propone? Può essere una soluzione per qualche mese. Per noi però diventa anche la confessione che il mercato estivo in attacco non ha funzionato. E a pagarne il conto sarebbero Woltemade e Kolo Muani, i due su cui la società ha puntato.

Stasera alle 20:45 al Franchi, l'ultima partita prima della sosta, il tridente di Spalletti ha l'occasione per rispondere sul campo. Se il gol in campionato arriva, il nome di Icardi può tornare a essere solo una voce. Se non arriva, nelle due settimane di sosta se ne parlerà parecchio.

Fonte: Diretta

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