Domenica 8 novembre 2026 · Serie ASito non ufficiale dei tifosi bianconeri
Ultim'ora
UltimissimeAFFIDABILE

Toni: «Kolo Muani ne farà una ventina, Woltemade mi convince pochino». E alla Juve di oggi «manca il dna»

Stasera alle 20:45 al Franchi, l'ex centravanti di Juventus e Fiorentina difende il numero 9 e boccia il tedesco: «Avrei preso Scamacca». Su Conte dice che riporterebbe la mentalità, ma «faticherebbe anche lui a vincere con questi infortuni».

Toni: «Kolo Muani ne farà una ventina, Woltemade mi convince pochino». E alla Juve di oggi «manca il dna»
Toni: «Kolo Muani ne farà una ventina, Woltemade mi convince pochino». E alla Juve di oggi «manca il dna» — Grafica Arena Juve

«Kolo Muani a fine campionato avrà fatto più gol di Pellegrino.» Luca Toni ha giocato da entrambe le parti della partita di stasera. È stato centravanti dell'Italia campione del mondo nel 2006, ha vinto la Scarpa d'oro con la Fiorentina e ha segnato il primo gol della Juventus all'Allianz Stadium. Arriva al Franchi schierato con il francese, come Spalletti: «Il francese non è un killer, ma è un signor attaccante: può giocare al centro o più largo, ma le sue reti le farà. Me ne aspetto una ventina».

È una promessa grossa. In Serie A, finora, Kolo Muani ha segnato un gol. Ad Alkmaar però ha firmato l'1-2 al 37' e lo stesso Toni lo dice: «Il gol è fiducia e tanto Kolo Muani quanto Pellegrino hanno segnato nelle ultime uscite, magari si sono sbloccati e si ripetono anche al Franchi». Pellegrino è l'attaccante che la Juve aveva trattato prima che andasse alla Fiorentina, e Toni lo vede in un altro modo: «Generoso e forte di testa, però deve provare a inventarsi qualche gol in più. Così è un centravanti da 10-15 reti a campionato». A chi sostiene che Kolo Muani segnerebbe di più con Gasperini risponde: «Gli attaccanti segnano più o meno ovunque gli stessi gol».

Leggi anche Borriello boccia Woltemade: «Un lungagnone tecnico, ma pure prevedibile». E per lui il migliore è Milik

Il problema si chiama Woltemade

Il giudizio più duro riguarda il numero 27, che stasera dovrebbe partire di nuovo centravanti. Alla domanda se lo convince, Toni risponde «pochino». E aggiunge: «Io preferirei tutta la vita Scamacca. Quando sei la Juve, o prendi un super bomber o punti su un italiano. Visti i risultati, non credo che Scamacca farebbe peggio di Woltemade». Il dato gli dà ragione a metà: Woltemade ha tre gol in Europa League e nessuno in campionato. In Europa segna, in Serie A no. Ed è in Serie A che la Juve è settima con 17 punti, a sei dal Como quarto. Chi ha costruito l'attacco in estate deve rispondere su questo, non sulle notti di coppa.

Poi c'è il tema degli italiani, che pesa su una società che dice di cercare giovani italiani. Stasera le due squadre avranno al massimo un paio di azzurri a testa, tra cui Vicario, e Toni la prende male: «Che grande amarezza, davvero brutto. Non capisco perché a parità di valori si continui a privilegiare gli stranieri». Sul portiere invece solo elogi: «Non è semplice essere il portiere della Juve e lui sta dimostrando di esserlo alla grande». Nel duello tra i due classe 2007 sceglie Mastantuono e non Alajbegović: «Ha classe e personalità: se sbaglia una giocata non ha paura di riprovarla. Mi ricorda Robben».

Sul paragone con il 2010-11 di Delneri, l'ultima stagione prima di Conte e l'unica delle ultime 17 senza qualificazione alle coppe conquistata sul campo, Toni risponde con i giocatori: «Passare da Felipe Melo a Pirlo è un altro mondo». E su Conte: «Antonio riporterebbe il dna Juve, che adesso manca, ma faticherebbe anche lui a vincere con questi infortuni». Per dna intende «vincere ad ogni costo», e lo spiega con un ricordo del Bayern. Dopo un pareggio giocato benissimo, Kahn negli spogliatoi era furibondo: «Al Bayern conta solo vincere i trofei, i pareggi sono sconfitte».

È qui che la frase di Toni ci tocca. Gli infortuni sono veri: Locatelli starà fuori cinque o sei mesi, Yıldız punta a tornare tra il 14 e il 19 dicembre, Thuram è fermo. Ma l'alibi dell'infermeria non spiega tutto. Il 2 novembre Spalletti ha detto che a chi chiede alla Juve di vincere il campionato «gli viene raccontata una bugia». Giovedì ad Alkmaar, sul 2-0, la squadra ha smesso di cercare il terzo gol e ha chiuso con il fiato sospeso. Il dna di cui parla Toni è proprio quello che si è visto mancare in quei minuti.

Stasera al Franchi c'è una Fiorentina sedicesima, un punto sopra la zona retrocessione, che in casa in campionato non vince dal 13 aprile. Toni lo dice senza giri di parole: «Quando batti la Juve, ti regali qualche giorno di grande serenità». Poi arriva la sosta. Se la Juve ci arriva con tre risultati utili di fila oppure con un'altra frenata lo decide questa partita.

Il video ufficiale

Fonte: La Gazzetta dello Sport

La parola alla Curva

Nessuno ha ancora parlato
Tu che ne pensi?La discussione su questo pezzo comincia da qui: bastano due righe, e le leggiamo tutte.

Per commentare entra nella Curva — gratis, senza password.