Settimi a quota 17: la classifica dopo dieci giornate misura le distanze, non ancora la squadra
Il 2-0 al Napoli ha riacceso l'ambiente, ma davanti alla Juventus ci sono ancora sei squadre. Ecco cosa dicono i numeri del campionato e cosa, a inizio novembre, non possono ancora dire.

Partiamo da quello che non si può girare: dopo dieci giornate la Juventus è settima con 17 punti, frutto di cinque vittorie, due pareggi e tre sconfitte, con 13 gol fatti e 10 subiti. Davanti ci sono sei squadre: Lazio 28, Inter 25, Roma 24, Como 23, Milan 21 e Frosinone 20. Il quarto posto, che per noi è il minimo dichiarato, è a sei punti. La vetta è a undici. Per un club che giudica ogni stagione sullo scudetto, il dato da cui partire è questo.
Chi corre di più l'abbiamo visto da vicino. La Lazio ha 28 punti e il 18 ottobre è passata all'Allianz Stadium con uno 0-3. Non vinceva a Torino dal 7 maggio 1995. Inter e Roma le stanno dietro a pochi punti. Il quarto posto, quello che consideriamo dovuto, oggi è del Como. E c'è un Frosinone sesto con 20 punti che finora ha fatto più di noi: va scritto senza giri di parole.
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Dietro, il quadro cambia di colpo. Il Napoli era arrivato allo Stadium a pari punti con noi, 14, e dopo il 2-0 è a tre lunghezze, alla pari del Bologna. Il Torino è decimo con 13 punti, quattro in meno di noi. Ma il 24 ottobre era rimasto davanti in classifica per circa 45 ore, e in città non è un dettaglio. Delle squadre che consideriamo nostre pari-grado, l'Atalanta è la più in basso: tredicesima con 11 punti.
Che cosa la classifica non dice ancora
Dieci giornate bastano per vedere le distanze, non per capire chi siamo. Dal sesto al decimo posto ci sono sette punti, e la Juve sta nel mezzo di un gruppo stretto. Dei dieci gol subiti, cinque sono arrivati in due sole partite, lo 0-3 con la Lazio e il 2-0 di Genova. Lì c'è un problema di tenuta, non di media. In casa, prima del Napoli, la media era di 1,75 punti a partita, la più bassa dell'era Allianz Stadium: per questa piazza conta più di qualsiasi posizione. E la classifica non conta l'infermeria. Spalletti ha detto «siamo in 13», Locatelli è stato operato al menisco e Yıldız non tornerà prima di dicembre.
Il 2-0 al Napoli è stato vero: 18 tiri contro 7, gol di Alajbegović e Boga entrati dalla panchina, e l'ambiente che si è riacceso dopo le scuse di Genova. Ma è una partita, e da sola non sposta il giudizio sul girone. Lo stesso Carnevali, davanti agli azionisti, ha ammesso che «i risultati non sono positivi». Giovedì 5 novembre alle 21 si gioca ad Alkmaar, in Europa League, che con questi conti non c'entra. Il campionato riprende con la Fiorentina prima della sosta. La classifica la rileggeremo lì, non prima.




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