Spalletti: «Giocatori abituati a vedere allenatori cacciati». Il club lo tiene, e alla vigilia di Alkmaar il peso passa allo spogliatoio
L'allenatore incassa la fiducia della Juventus e pronuncia una frase sui suoi giocatori che pesa più di un comunicato. Domani alle 21 all'AFAS Stadion si vede chi ha capito.

«Giocatori abituati a vedere allenatori cacciati». In sei parole Luciano Spalletti dice ciò che alla Continassa nessuno aveva ancora detto ad alta voce. Le dice nei giorni in cui la Juventus gli conferma la fiducia: da John Elkann filtra la linea di andare avanti con lui, con un contratto che scade a giugno 2028.
Il dato su cui poggia quella frase sta nell'elenco delle panchine. Dal 2019 la Juve ha avuto Sarri, Pirlo, Allegri, Thiago Motta e Tudor, poi Spalletti, in carica dal 30 ottobre 2025. Sono sei allenatori in sette stagioni. Chi è in rosa da qualche anno ha visto cambiare guida tecnica più volte di quante abbia visto la squadra lottare davvero per lo scudetto. L'ultimo è del 2019-20.
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Una fiducia che arriva dopo dieci giorni da incubo La conferma non arriva a caso. Il 18 ottobre c'è stato lo 0-3 con la Lazio all'Allianz Stadium, il 28 il 2-0 di Genova, con Spalletti che si è presentato chiedendo «scusa ai tifosi» e Giovanni Carnevali che ha riunito la squadra: «Ricordatevi che siete alla Juve!». Poi il ritiro alla Continassa e il 2-0 al Napoli, deciso da Alajbegović al 70' e da Boga all'87'. Intanto Conte, libero da maggio, aveva fatto sapere di non avere «nessuna trattativa avanzata». Il club ha scelto di non aprire il discorso.
La nostra lettura è che la frase colpisca nel segno, ma che valga in due direzioni. È vero che in questi anni si è cambiato allenatore troppo spesso per non lasciare un segno nello spogliatoio. È anche vero che Spalletti risponde delle sue scelte: dopo 10 giornate la Juve è settima con 17 punti, a sei dal Como quarto, e prima del Napoli in casa viaggiava a 1,75 punti a partita, la media più bassa dell'era Allianz Stadium. La fiducia della società lo mette al riparo, ma non cancella questi numeri.
La domanda che ci portiamo dietro è semplice: se i giocatori sono abituati a vedere cadere gli allenatori, chi li ha abituati? La risposta riguarda chi ha scelto e poi cambiato quelle panchine una dopo l'altra, più di chi va in campo.
La prima prova arriva domani alle 21 ad Alkmaar, in Europa League, senza Locatelli, Yıldız e Conceição. Domenica c'è la Fiorentina al Franchi, poi la sosta.
Fonte: Tuttosport



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