Il Napoli regge un'ora, poi si spegne: al Dragão il problema è la tenuta, e Allegri ne risponde
A Torino la partita si è rotta tra il 70' e l'87'. Stasera alle 21 a Porto si gioca con dieci indisponibili e nessun terzino di ruolo: per una squadra contata, gestire le energie è il primo compito dell'allenatore.

Stasera alle 21 al Dragão il Napoli si porta dietro un difetto che va oltre l'infermeria: non riesce a stare in partita per novanta minuti. A Torino ha tenuto fino al 70', poi sono arrivati il gol di Alajbegovic, l'espulsione di Marianucci al 75' e il raddoppio di Boga all'87'. La Juventus ha tirato 18 volte contro le nostre 7, e solo una delle nostre è finita nello specchio. Il giorno prima di Porto Politano non ha cercato giri di parole: «Ricaschiamo negli stessi errori fatti».
Al Dragão il rischio raddoppia. Allegri ha dieci indisponibili e nessun terzino di ruolo, quindi ogni cambio toglie qualcosa invece di aggiungere. Di fronte c'è il Porto di Farioli, che in campionato ha vinto 10 partite su 10, anche se in Champions è ancora fermo a zero punti.
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Secondo noi le responsabilità sono chiare. Allegri ha accettato questo Napoli con un triennale da 6 milioni netti senza clausole e si è dato un obiettivo, il quarto posto. Chi firma a queste condizioni non può poi ripararsi dietro la rosa corta: dosare le forze di una squadra contata fa parte del suo lavoro. Dopo Torino De Laurentiis ha parlato alla squadra proprio dell'atteggiamento del secondo tempo. A Porto i secondi 45 minuti diranno se quel discorso è servito.
Fonte: AreaNapoli



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