Pochesci: «Allegri lasci il corto muso, ritrovi il coraggio di Cagliari»
Ospite di Radio Tutto Napoli, l'allenatore analizza il momento azzurro: il problema non è Højlund ma l'approccio troppo prudente di Allegri, con un'idea precisa anche sul modulo e sulla collocazione di De Bruyne.

«Non c'è un problema Højlund, è un discorso di squadra.» Sandro Pochesci, ospite di Radio Tutto Napoli, sposta la lente da chi sbaglia il gol a chi non mette la squadra nelle condizioni di farlo. Per l'allenatore la responsabilità è di Massimiliano Allegri, «troppo abituato all'1-0»: la ricetta, dice, è «il coraggio degli allenatori a inizio carriera», lo stesso che il tecnico aveva al Cagliari.
La frase più dura arriva quando Pochesci chiede ad Allegri di «alzare la squadra di venti metri» per liberare Højlund, fermo a un gol in cinque giornate, arrivato da fuori area contro l'Inter e non dai sedici metri dove segnava nella scorsa stagione. «Basta corto muso — dice —. Cominci a pensarla come Zeman.» Un invito a cambiare filosofia, non a ritoccare una casella di formazione.
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Sul piano tattico Pochesci non ha dubbi: tra il 4-2-3-1 e il 4-3-3, l'alternativa che lo stesso Allegri valuterebbe per quando rientreranno tutti i centrocampisti, il primo resta per lui «il modulo ideale». Il giudizio complessivo sull'allenatore resta comunque positivo: «Uno dei migliori anche come uomo e come gestione», oltre che «l'allenatore giusto per la piazza di Napoli».
Come esempio Pochesci prende la gara di San Siro: «Fino al 2-0 era un grandissimo Napoli, poi il calcio è strano.» Gli azzurri erano avanti di due gol contro l'Inter e sono usciti sconfitti 3-2, uno dei ko che pesano sui 7 punti in cinque giornate e sul nono posto attuale.
Anche su Kevin De Bruyne l'allenatore invita a un cambio di aspettative: «Non potete pretendere da lui quello che è stato ma quello che è.» Determinante vicino alla porta, non più un centrocampista da novanta minuti alla maniera del City: la proposta di Pochesci è schierarlo alle spalle di tre attaccanti, per dargli «il cappotto preciso».
È un endorsement condizionato, non una difesa d'ufficio: Pochesci chiede «qualche altra settimana di tempo», non tempo illimitato, mentre in città il dibattito tra chi vuole l'esonero e chi si fida ancora di Allegri continua a dividersi. Il punto che lascia sul tavolo è scomodo per lo staff tecnico: se la rosa «è la stessa ed è forte», come dice lui stesso, il problema che resta è tutto nelle scelte di chi la allena.
Prima che il campionato torni in campo — Napoli-Frosinone è fissata per sabato 10 ottobre al Maradona — la squadra di Allegri gioca sabato 26 settembre l'amichevole con l'Avellino al Partenio-Adriano Lombardi: la prima occasione, non ufficiale, per capire se il coraggio invocato da Pochesci troverà un riscontro in campo.
Fonte: Tutto Napoli




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