Sul 2-2 all'81' decide la panchina: Gasperini vince la partita dei cambi
Dal 21' all'85' la Roma non segna, e il Cagliari ci tira contro diciannove volte. Il risultato è largo, la partita no: l'hanno decisa i cambi.

All'81' il tabellone dice 2-2. Maldini è entrato al 76' e cinque minuti dopo, su assist di Obert, ha pareggiato una partita che la Roma aveva in mano dal 21'. Il 4-2 nasce lì, in quei minuti in cui all'Olimpico si poteva buttare via tutto. A quel punto la decidono i cambi. Ghilardi, entrato all'82', tre minuti dopo dà a Mora il pallone del 3-2. All'87' è Mora a servire Malen per il 4-2: due gol in due minuti, segnati da due giocatori entrati insieme al 56'. Gasperini i cambi li ha azzeccati tutti e va detto senza giri di parole. Chi allena risponde delle scelte, e stavolta le scelte hanno vinto la partita.
Il problema però resta, e non lo copre il risultato. La Roma ha tenuto il pallone per il 61% del tempo e ha tirato 20 volte, ma il Cagliari ne ha tirati 19, e in porta sono finiti 8 tiri per parte. Il nostro portiere ha fatto sei parate, quello sardo quattro. Il Cagliari arrivava a questa partita con sei gol segnati in otto giornate e all'Olimpico ne ha fatti due, più un altro paio di occasioni nette. Il possesso non ci ha protetti: avere il pallone serve se l'avversario non riesce a ripartire, e oggi ripartiva sempre. Contro una squadra che in classifica ci sta otto punti dietro, concedere gli stessi tiri in porta che crei è il campanello che conta, molto più del punteggio finale.
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Le cose buone ci sono, ed è giusto metterle in fila. Dopo il rigore di Nzola al 10', in undici minuti la Roma l'aveva già ribaltata: Lulli pareggia al 15' su assist di Molina, poi al 21' manda in porta Pisilli. Lulli fa un gol e un assist il giorno dopo aver rinnovato fino al 2031, e meglio di così non si poteva rispondere. Mora, arrivato dal Porto cinque giorni fa, chiude la serata con un gol e un assist. Per una squadra che fino al 2027 farà a meno di Pellegrini non è un dettaglio.
Poi c'è il carattere, la parola che in questi giorni si sente ovunque in città. Dopo la rimonta di Napoli, oggi un'altra reazione: si prende il 2-2 all'81' e la si vince nei sei minuti dopo. È vero, questa squadra non molla, e la piazza fa bene a riconoscerlo. Ma il carattere che ti serve due volte in quattro giorni è anche il segnale che ti stai mettendo nei guai da solo. Una squadra da Champions la partita la chiude sul 2-1 nell'ora successiva, senza aspettare che la salvi la panchina a cinque minuti dalla fine.
La classifica dice terzi con 21 punti, sei vittorie e tre pareggi, cinque risultati utili di fila. La Lazio è prima a +4, l'Inter è a un punto con una partita in meno, il Como ci sta a uno dietro. Gli 8 gol subiti in 9 giornate restano un buon dato, ma due di questi sono arrivati oggi in casa. Sabato alle 18 c'è Udinese-Roma al Bluenergy Stadium e con la Champions ogni settimana si fa turnover: Gasperini ha appena dimostrato che chi parte dalla panchina può cambiare una partita. Adesso serve una Roma che non abbia bisogno di farlo ogni volta. Daje, ma con meno affanno.




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