Mora, 50 milioni e 168 centimetri: il colpo di testa che ha cambiato il suo autunno
Il gol al Cagliari è il primo vero segnale dell'acquisto più caro della storia della Roma. Gasperini lo difende e lo frena allo stesso tempo: «Deve strutturarsi, ma è una mina vagante».

Un metro e sessantotto, e il gol più importante della sua avventura romana l'ha segnato di testa. All'85' di Roma-Cagliari, quattro minuti dopo il 2-2 di Maldini, Rodrigo Mora ha messo dentro il cross di Ghilardi. Due minuti più tardi ha servito a Malen il pallone del 4-2. Per un ragazzo arrivato con la cifra più alta mai spesa dalla Roma, quella sera conta più del tabellino.
I numeri dell'operazione spiegano il peso che si porta addosso. La Roma ha investito su di lui 50 milioni di euro: 25 subito, altri 25 il prossimo anno, con l'alternativa del 50% sulla futura rivendita. È l'acquisto più caro della storia del club. Dal 19 agosto, il giorno dell'arrivo, Mora vive per la prima volta lontano da casa, dal Portogallo e da quel Porto che lo ha cresciuto.
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Il segnale che Gasperini aspettava
Anche martedì è partito dalla panchina. Molti si aspettavano di vederlo titolare, ma Gasperini ha scelto ancora i tre centrocampisti, con Pisilli alzato vicino a Soulé. Mora è entrato al 56', insieme a Malen, e da quel cambio è nata la partita. In pubblico l'allenatore l'ha sempre difeso, spesso anche elogiato, ma da lui si aspettava un segnale diverso, una reazione. Il giudizio di oggi tiene insieme le due cose: «Deve strutturarsi, ma è una mina vagante». È un elogio a metà, e onestamente ci sembra quello giusto.
Proprio perché costa 50 milioni, un gol non può bastare a chiudere il discorso. Il giorno stesso di Roma-Cagliari, Pruzzo chiedeva a gennaio un attaccante al posto di Mora. Dopo l'85' quella frase suona diversa, ma la domanda di fondo resta, ed è quella che ci facciamo anche noi: quanto tempo ci si può permettere di aspettare un giocatore pagato così, in una stagione con Champions, campionato e Coppa Italia? Dopo nove giornate la Roma è terza, a -4 da Lazio e Inter, e di pazienza ne avanza poca. Il suo potenziale non è in discussione. Lo è il fatto che, a fine ottobre, il colpo più caro della storia del club debba ancora conquistarsi il posto.
Poi c'è la sua voce. Dopo la partita Mora ha detto: «Ovviamente sogno di essere un giocatore decisivo». Contro il Cagliari lo è stato: gol del 3-2 e assist del 4-2, nella sera che ha portato la serie a cinque risultati utili consecutivi e a sedici partite di campionato senza sconfitte.
Sabato alle 18 al Bluenergy Stadium la Roma affronta un'Udinese che ha perso le ultime sei partite, e Dybala sarà ancora fuori. Con Pellegrini e Koné in infermeria, chi può accendere la manovra tra le linee si conta sulle dita di una mano. Martedì c'è Old Trafford. Gasperini lo chiama mina vagante: ora deve dimostrare che Mora non è solo l'uomo dell'ultima mezz'ora.
Fonte: ForzaRoma




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