8 ottobre 1989, Amoruso esordisce in Serie A con il Bari di Salvemini
Cresciuto nel vivaio biancorosso, debutta in A nella prima delle tre stagioni di Salvemini nella massima serie: trentasette anni dopo, il Bari è in Serie C.

L'8 ottobre 1989 Amoruso esordisce in Serie A con la maglia del Bari. Non è un acquisto e non arriva da fuori: è cresciuto nel vivaio biancorosso, e quel giorno passa dalle giovanili alla massima serie. È la stagione 1989-90, la prima del ciclo di Salvemini in A, che durerà fino al 1992.
La stagione dell'esordio di Amoruso si chiude al decimo posto. Nel 1990 arriva la Coppa Mitropa, decisa da un gol di Perrone: è l'unico trofeo internazionale della storia del club. Nell'estate dello stesso anno apre il San Nicola, 58.270 posti, inaugurato per i Mondiali. Fino ad allora la casa del Bari era stata lo Stadio della Vittoria, dal 1934.
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Trentasette anni dopo quel debutto, il Bari è in Serie C. Ci è arrivato dal playout perso col Südtirol nel maggio scorso. Lo stadio dei Mondiali ha contato 2.317 spettatori contro il Giugliano, il minimo della stagione, e 2.435 col Crotone, nel giorno della protesta contro la proprietà.
Il clima di questi giorni non ha niente della nostalgia. Dopo l'eliminazione in Coppa a Potenza, Rastelli ha detto «Abbiamo giocato benissimo», e la piazza ne chiede le dimissioni. Sulla società pesa il Comitato di Garanzia nominato dal sindaco Leccese, a cui il club ha consegnato i documenti contabili: nessun acquirente, nessuna data.
Domani alle 14:30 al San Nicola arriva la Scafatese di Facciolo: neopromossa, ottava con 17 punti, tornata fra i professionisti dopo 16 anni. La storia di Amoruso non consola nessuno. Ricorda però il peso di questa maglia, e quanta strada separa il Bari di oggi da quello che, in un ottobre di trentasette anni fa, mandava in campo in Serie A un ragazzo cresciuto nel suo vivaio.




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