Cicerelli: «Basta parlare di preoccupazione, serve più cattiveria»
Dopo il ko interno con la Scafatese, l'attaccante rossazzurro chiede al gruppo di bandire la parola "preoccupazione" e di alzare l'agonismo in vista del Picerno.

Emanuele Cicerelli prova a scuotere lo spogliatoio dopo la terza sconfitta nelle prime quattro giornate di campionato. «È lecito parlare di preoccupazione, ma nello spogliatoio non dobbiamo usare questa parola», dice l'attaccante rossazzurro. «Siamo delusi e amareggiati, ma dobbiamo avere lucidità e forza per uscire da questa situazione, perché ne siamo in grado e abbiamo l'obbligo di farlo».
Per Cicerelli il problema non è tattico: «Non è una questione di giocare più alti o più bassi, né delle giocate dei singoli. Dobbiamo aumentare l'attenzione e la ferocia, mettendoci al pari degli altri sul piano agonistico per poi dimostrare di essere più forti». Il capitano mancato ammette anche una fragilità caratteriale nella reazione ai gol subiti: «Serve più cattiveria e più energia. Possiamo andare in svantaggio, ma poi dobbiamo reagire perché abbiamo tutta la partita per farlo».
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Il Catania resta 17° con 3 punti in 4 gare e martedì alle 18:30 è atteso al Donato Curcio dal Picerno, seconda tappa del trittico che si chiude sabato col Barletta. Per Cicerelli è anche l'occasione per accelerare: «I nuovi si sono integrati bene, il gruppo forse non è ancora al massimo ma lo stiamo costruendo».
Fonte: TuttoC




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