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Dieci punti in quattro gare, il miglior bilancio italiano: la Juve l'Europa League la prende sul serio, il Milan no

A metà cammino nessuna italiana in Europa ha fatto meglio dei bianconeri. Il confronto con i rossoneri, ex compagno Rabiot compreso, dice molto di come si sta in una coppa che vale anche la strada per la Champions.

Dieci punti in quattro gare, il miglior bilancio italiano: la Juve l'Europa League la prende sul serio, il Milan no
Dieci punti in quattro gare, il miglior bilancio italiano: la Juve l'Europa League la prende sul serio, il Milan no — Grafica Arena Juve

Dieci punti in quattro partite. A metà cammino in Europa League è il miglior bilancio fra tutte le italiane impegnate nelle coppe. Questa settimana ha fatto più rumore il Como con i 9 gol di Lens. Ma l'1-2 di Alkmaar, arrivato dopo la vittoria dell'Inter a Rotterdam, lascia la sensazione che la Juve abbia superato un passaggio delicato. Il finale dell'AZ è stato durissimo e la squadra di Spalletti l'ha retto.

Il dato più interessante è l'atteggiamento. NEC 5-0, Celta 2-1, Rennes 2-2, AZ 2-1: la Juve ha giocato ogni notte europea come una partita che conta, anche con undici assenti all'AFAS Stadion e una rosa che l'allenatore stesso ha contato a 13 uomini. Il 14 ottobre Giovanni Carnevali ha detto che l'obiettivo è vincerla. Dopo una stagione chiusa fuori dalle prime quattro, l'Europa League è un trofeo vero e anche una strada per tornare in Champions. In campo la squadra si comporta come se l'avesse capito.

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Il Milan e il fuorigioco di Rabiot Dall'altra parte c'è il Milan, che a San Siro col Ferencvaros ha giocato un primo tempo da squadra che l'Europa League non la vuole. L'immagine è degli ultimi istanti: un pallone filtrato per Camarda, pronto alla girata di destro, e Rabiot, in chiara posizione di fuorigioco, che invece di scansarsi lo anticipa e lo manda sul fondo mentre il guardalinee alza la bandierina. Rabiot ha 31 anni, 69 presenze con la Francia e 60 partite di Champions, ed è stato finora il migliore della stagione rossonera, con 5 gol. Per i rossoneri la qualificazione è appesa a un filo.

Il confronto non serve a ridere degli altri. Serve a capire che in Europa la mentalità non è garantita a nessuno, nemmeno ai giocatori più esperti. Rabiot ha vissuto anni di Juve e ora è dall'altra parte del paragone. È un dettaglio che fa pensare.

Ad Alkmaar i due nomi più discussi hanno risposto. Kolo Muani, arrivato con un investimento da 50 milioni e fischiato col Napoli, ha segnato il 2-0 al 37' e servito a Koopmeiners l'assist per l'1-0 al 19'. È la sua prima partita davvero significativa con Spalletti. Koopmeiners, uno che ha ancora tanto da farsi perdonare, l'ha giocata con personalità proprio contro la sua ex squadra. Sono due risposte, non ancora una tendenza: tutti e due devono ripetersi in campionato, dove Kolo Muani ha segnato un solo gol.

Va detto anche cosa non torna. Contro l'AZ la Juve ha tirato 9 volte, ha centrato la porta due volte e ha segnato due gol. Dall'altra parte i tiri sono stati 18. Il cinismo ha pagato, ma su questo margine non si costruisce un percorso europeo intero. Con questa infermeria, poi, ogni giovedì costa energie che la domenica si pagano.

Il calendario non lascia respiro. Domenica alle 20:45 al Franchi c'è la Fiorentina, l'ultima partita prima della sosta, e in campionato i conti si fanno su un'altra tabella. In Europa League restano quattro gare per prendersi gli ottavi diretti, a partire da Omonia e Hapoel Beer Sheva.

Fonte: Corriere della Sera

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