Marchetti, cinque stagioni in bianconero e la finale di Belgrado del 1973
È morto a 78 anni Gianpietro Marchetti: arrivato dall'Atalanta nel 1969, alla Juventus ha legato il suo nome a due scudetti e alla finale di Coppa dei Campioni persa con l'Ajax.

Gianpietro Marchetti è morto a 78 anni. Chi ha cominciato a seguire la Juventus negli anni dei nove scudetti consecutivi forse non lo conosce. La sua storia bianconera però sta dentro una stagione precisa del club: l'inizio degli anni Settanta, quando la Juve vinse due campionati e arrivò a giocarsi la Coppa dei Campioni.
Marchetti arrivò dall'Atalanta nel 1969 e a Torino restò cinque stagioni. Il suo bilancio dice 102 presenze e 6 gol. Sono i numeri di un giocatore che non viveva di copertine. In una piazza che misura tutto sui trofei, però, i numeri vanno messi accanto a quello che c'è nella colonna dei titoli.
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Accanto al suo nome ci sono gli scudetti 1971-72 e 1972-73. E c'è Belgrado: nel 1973 Marchetti era in campo nella finale di Coppa dei Campioni che la Juventus perse contro l'Ajax. È una di quelle partite che la memoria bianconera conserva come una ferita. La squadra arrivò fino all'ultimo atto del torneo più importante d'Europa e se lo vide portare via. Quella coppa la Juve l'ha poi vinta nel 1996 con Lippi, e da allora non l'ha più alzata.
Nel 1974 Marchetti lasciò il posto a Scirea. Basta il nome di chi venne dopo per capire quanto contasse quel posto in quella squadra. E fa capire anche che quel ricambio, a ripensarci oggi, apriva un'altra epoca della storia juventina.
Dopo il campo arrivò la scrivania. Da direttore sportivo Marchetti portò il Piacenza in Serie A, un risultato che parla di competenza costruita negli anni e non presa in prestito da un passato importante. Per i tifosi bianconeri resta l'uomo delle cinque stagioni, dei due scudetti e di quella sera di Belgrado. È un pezzo di storia che oggi, con la Juve lontana dal vertice da sei anni, vale la pena ricordare per com'è stato davvero.



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