Tre vittorie in Europa League valgono 1,5 milioni: 450mila euro a successo, ma il bilancio dice -66
L'1-2 di Alkmaar porta altri 450mila euro di premio Uefa, e il conto dei bonus di risultato in Europa League sale a 1,5 milioni dopo quattro gare. È una cifra che fa piacere, però va letta accanto al rosso del bilancio.

Ad Alkmaar la Juve ha vinto anche per la cassa. Il 2-1 sull'AZ, con i gol di Koopmeiners al 19' e di Kolo Muani al 37', vale un premio Uefa di circa 450mila euro. È la stessa cifra già incassata con il 5-0 al NEC e il 2-1 al Celta.
Il conto è presto fatto: tre vittorie a 450mila euro l'una fanno 1,35 milioni. Con il 2-2 contro il Rennes all'Allianz Stadium si arriva a 1,5 milioni di soli premi di risultato in quattro partite. Il campo ha già dato 10 punti, il miglior bilancio fra le italiane in Europa: la Juve è quinta nella classifica della fase campionato, a due punti dall'Union Saint-Gilloise che guida il gruppo.
Una goccia nel mare dei conti Qui però bisogna essere onesti. Un milione e mezzo è una buona notizia, non è un tesoro. Tre giorni fa l'assemblea degli azionisti ha approvato un bilancio 2025/26 chiuso a -66 milioni, la nona perdita consecutiva, con un monte ingaggi di 142 milioni, il più alto della Serie A. Per tenere in piedi la baracca serve un aumento di capitale fino a 250 milioni, di cui Exor ha già anticipato 60. Messi accanto a questi numeri, i premi di Alkmaar coprono poco più di un bonifico.
Resta il fatto che ogni vittoria europea è uno dei pochi ricavi che la squadra si guadagna da sola, partita per partita, senza chiedere niente a nessuno. E con Giovanni Carnevali che all'assemblea ha messo le mani avanti su gennaio, ricordando i vincoli del settlement agreement con la Uefa e dicendo che non si farà «chissà che cosa di straordinario», anche i 450mila euro di una notte olandese entrano nel ragionamento. Non bastano per comprare un giocatore, ma sono soldi che non vanno trovati altrove.
Il vero salto economico però passa dalla classifica, più che dal premio della singola partita. Finire fra le prime otto vuol dire andare direttamente agli ottavi, senza lo spareggio di febbraio: due partite in meno in un calendario già pesante e un passo in più verso un torneo che Carnevali, il 14 ottobre, ha detto di voler vincere. Detta da chi tiene i conti, quella frase ha anche un senso economico: in Europa League ogni turno superato porta altri soldi.
La nostra lettura è semplice. Per anni il tifoso juventino ha guardato l'Europa League come un premio di consolazione. Oggi, con la Champions fuori portata per questa stagione e un'infermeria che ad Alkmaar contava undici assenti, è diventata una delle poche voci del bilancio che la squadra può far crescere in campo. Quanto vale, però, lo diranno le prossime quattro gare, non le prime quattro.
Prima c'è la Fiorentina al Franchi, domenica alle 20:45, ultima partita prima della sosta. Poi l'Europa League riparte da Omonia e Hapoel Beer Sheva: lì si capirà se il milione e mezzo è l'inizio di qualcosa o il massimo che questa rosa corta può dare.
Il video ufficiale
Fonte: Tuttosport




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