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Napoli ottavo con 14 punti: davanti corrono in sei, Allegri deve rispondere

La Lazio è a 28, il quarto posto a 9 punti. Inter, Roma, Milan e Juventus, le nostre pari-grado, sono tutte davanti.

Frosinone Calcio Stadio Matusa vs Juventus 0-2 DSC
Frosinone Calcio Stadio Matusa vs Juventus 0-2 DSC — Foto: Antonio Fraioli · CC BY-SA 4.0

Il conto della giornata è semplice. Il Napoli è ottavo con 14 punti in 10 gare, stesso bottino del Bologna. Davanti ci sono sei squadre: Lazio a 28, Inter a 25, Roma a 24, Como a 23, Milan a 21 e Frosinone a 20. La Juventus, che ci ha battuti con i gol di Alajbegovic e Boga, è a 17, tre punti sopra di noi. Dal quarto posto, che vale la Champions, ci separano 9 punti. Dalla vetta ne mancano 14.

A questa squadra non basta stare nel gruppo. Il metro con cui la piazza ci misura sono Inter, Milan, Juventus e Roma, e in questo momento stanno tutte davanti. Chi corre davvero è la Lazio, con un margine che oggi ci fa guardare la testa da lontano. Alle spalle ci sono Bologna e Torino, a 13 punti, e restare ottavi con questa rosa e questo monte ingaggi non è un risultato che si possa presentare come accettabile.

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Il dibattito intorno ad Allegri nasce da qui. Una parte della piazza ne chiede l'esonero, un'altra resta con la squadra, ma la domanda è la stessa: perché una squadra costruita per stare davanti convive con una difesa che non dà sicurezza e con un atteggiamento che a tratti sembra attendere l'avversario? Le ultime cinque gare dicono P-V-N-V-P. È una serie senza continuità, e di continuità risponde chi allena. Le assenze pesano: Neres è fermo per una lesione alla coscia, Badiashile è indicato in rientro a dicembre, Lobotka a fine dicembre e Buongiorno a gennaio. Ma gli infortuni spiegano una parte del problema, non il rendimento complessivo.

Mercoledì alle 21 c'è Porto-Napoli all'Estadio do Dragao, in Champions League. È un torneo separato e la classifica di campionato non c'entra. Ma in Europa la piazza si sente ancora giudicata, e dopo questa domenica pretende una squadra con più carattere. Il mercato è chiuso e riaprirà il 2 gennaio, quindi le risposte devono arrivare dal campo e da chi lo guida, non dalle promesse.

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