Cantiere fermo, logo all'asta: la pazienza dei tifosi finisce su Pelligra
Tra Torre del Grifo, l'asta per il marchio storico e un Massimino che non spaventa più le neopromosse, il Catania resta sospeso in un'attesa che comincia a pesare sul presidente Ross Pelligra.

Il pareggio a reti bianche di sabato col Barletta non ha sciolto nulla, anzi. Il verbo che accompagna il Catania in questo avvio di stagione è "aspettare", e la lista di cose in sospeso non si accorcia. Ci sono i lavori fermi e ripartiti a Torre del Grifo, i soldi che ancora mancano per pagare gli operai, la questione del marchio storico e, non ultimo, un progetto sportivo che promette la Serie B e per ora fatica a imporsi anche in Serie C. Davanti a questo elenco, una parte della tifoseria ha smesso di guardare al progetto di Ross Pelligra con fiducia.
A Torre del Grifo i lavori sono partiti, si sono fermati e sono ripresi, senza che sia mai arrivata una comunicazione chiara sui tempi. Ballano ancora i soldi per pagare gli operai. Sul fronte del marchio, il vecchio scudetto a strisce rosse della società fallita nel dicembre 2021 finirà all'asta telematica il 15 ottobre, base 55mila euro: il club deve ancora capire se potrà rientrarne in possesso o se dovrà cambiare logo. A Catania-Scafatese, il 12 settembre, la Curva Nord ha steso uno striscione che dice tutto: «Sulla storia non si compra la gloria. Giù le mani dal logo!».
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Sul campo l'attesa pesa altrettanto. L'obiettivo dichiarato resta la Serie B, ma il Catania continua a misurarsi con una Serie C che al Massimino non fa sconti alle big: dopo la Scafatese, anche il Barletta è uscito da Cibali senza perdere. Nelle quattro gare di campionato giocate in casa il bilancio è di una vittoria (4-0 al Cosenza), un pareggio e due sconfitte — un fattore campo che, con 12.080 abbonati sugli spalti, dovrebbe pesare molto di più di così.
La lista degli indisponibili non aiuta a cambiare passo: Pagliai e Torrasi devono ancora recuperare, e per Russo si teme una lesione al flessore, con i tempi di recupero ancora da definire con precisione. Anche Cicerelli, quando rientrerà, dovrà ritrovare continuità evitando il rischio di ricadute.
Restano aperti pure i conti con i singoli. Coda deve ancora trovare la condizione per diventare decisivo, Caturano deve smaltire la squalifica e recuperare il tempo perduto, la gerarchia tra i portieri non è chiusa. Di Gennaro, tornato titolare sabato dopo otto mesi di assenza, deve consolidarsi come riferimento della difesa. Cabianca aspetta ancora la prima convocazione stagionale, mentre Caligara — arrivato appena tre giorni fa ed entrato al 61' contro il Barletta — deve trasformare quel primo assaggio in continuità.
C'è poi il fronte della comunicazione, quello su cui la proprietà ha scelto la propria linea. Il bersaglio delle contestazioni resta il presidente. Lo stesso Varrà, in conferenza stampa, ha detto di non leggere i giornali e di affidarsi alla sintesi dell'ufficio stampa: una scelta legittima, ma che in una piazza che chiede risposte immediate suona come una porta chiusa proprio quando servirebbe aprirla.
Il calendario non aspetta nessuno: domenica 27 settembre il Catania è di scena a Caserta, alle 12:30, contro una Casertana quarta a quota 12 punti. Prima di allora, ogni giorno senza notizie su cantiere, logo e casse sociali è un giorno in più in cui "aspettare" resta l'unica certezza rossazzurra.
Fonte: GoalSicilia



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