Tra chi manca per scelta e chi per necessità: il Catania insegue ancora il suo undici tipo
Sei giornate e nessun undici fisso: non solo le scelte di Longo, ma cessioni, squalifiche e infortuni hanno impedito finora al Catania di trovare una squadra stabile.

Sei giornate di campionato e il Catania non ha ancora un undici che si possa chiamare titolare. Non è solo indecisione tattica di Longo: è che tra cessioni, squalifiche e infortuni la rosa a disposizione è cambiata quasi ogni settimana. Undicesimi con 7 punti, frutto di due vittorie, un pareggio e tre sconfitte in sei gare, i rossazzurri arrivano alla trasferta di Caserta senza aver mai potuto contare sullo stesso gruppo di undici per più di una manciata di partite consecutive.
Il capitano Di Tacchio è stato ceduto alla Casertana l'1 settembre, proprio l'avversario di domenica. Masciangelo si è procurato una squalifica con l'espulsione di Picerno. Caturano ha scontato sei giornate di stop e torna disponibile solo ora, ma a Caserta partirà dalla panchina. Torrasi è uscito da Picerno con un problema muscolare e non è stato nemmeno convocato contro il Barletta. Russo, dopo essere stato titolare nelle ultime uscite, è alle prese con un problema fisico che lo mette in dubbio per la trasferta di domenica. Di Gennaro, dal canto suo, è tornato titolare col Barletta dopo otto mesi di assenza: un rientro, ma anche la controprova di quanto la difesa abbia dovuto arrangiarsi.
Leggi anche Longo cerca ancora l'identità del Catania: fermarlo ora sarebbe un errore
Poi ci sono le scelte vere, quelle di Longo: Bruzzaniti spostato su più ruoli offensivi, alternativa a Cicerelli, capace del gol e della prestazione anonima nello stesso mese; Coda preferito a un Caturano non ancora pronto per novanta minuti; Insigne e Coda lasciati liberi di ritrovarsi con l'intesa che li lega dai tempi del Benevento, la combinazione più pericolosa nella ripresa col Barletta. Sono decisioni che un allenatore può rivendicare. Il problema è che si sommano alle assenze forzate, e il risultato è lo stesso: una squadra che fatica a costruirsi un'identità perché non ha mai la stessa faccia due gare di fila.
Il conto lo fa il campo, non le scuse
Difficile chiedere consistenza a un undici che cambia per necessità prima ancora che per scelta. Ma la piazza non fa sconti per questo: con il mercato chiuso dall'1 settembre e nessuna possibilità di intervenire fino a gennaio, ogni assenza pesa doppio, e le sei giornate senza una formazione fissa restano un dato di fatto, non un'attenuante.
Domenica a Caserta, contro la quarta forza del girone reduce da sei risultati utili consecutivi, Longo proverà a mettere in campo la versione più vicina a una squadra tipo che la stagione gli abbia permesso finora: Caturano in panchina, Coda ancora titolare, Russo in forse fino all'ultimo. Sarà un altro tassello, non la soluzione: l'undici del Catania resta un cantiere aperto.
Fonte: TuttoCalcioCatania




La parola alla Curva
Nessuno ha ancora parlatoPer commentare entra nella Curva — gratis, senza password.