Boniek: «Situazione compromessa e difficile», e su Spalletti: «Devo prendere il vocabolario»
Il giorno dopo lo 0-2 di Lecce, l'ex bianconero non crede che la crisi sia alle spalle. Poi aggiunge: sulla sua ex squadra non vuole dire altro, perché «mi hanno dato e poi tolto la stella allo Stadium».

Zibi Boniek non si lascia convincere dal successo del Via del Mare. Intervistato a Radio Anch'io Sport, il polacco giudica la Juve «una situazione abbastanza compromessa e difficile» e spiega perché: «Quando guardo la Juventus, non vedo una squadra di campioni, ma solo di buoni giocatori. E questo fa la differenza. Oggi è una squadra non in prima fila per lo Scudetto, si vede anche da come soffre in Europa». Sul 2-0 di ieri è altrettanto freddo. Il gol di McKennie al 29', dice, arriva «da un calcio di punizione, in modo un po' casuale e con il portiere ingannato». E aggiunge: «Non è che abbia stradominato: in passato aveva più qualità». Su Spalletti: «Non è semplice come allenatore, è molto esigente e particolare. Io sono in Italia da 44 anni e, quando lo sento parlare in tv, devo prendere il vocabolario per capire cosa dice».
La stella tolta Poi frena: «Non vengo qui a criticare la mia ex squadra: senza criticarli, mi hanno dato e poi tolto la stella allo Stadium. Mi fermo qui». Il riferimento è all'onorificenza che gli era stata assegnata e poi ritirata dopo le proteste dei tifosi per le sue critiche alla gestione del club. Sul merito, noi lo diciamo da tifosi: i dati di Lecce gli danno in parte ragione. Il Lecce ha tirato 16 volte contro le 8 della Juve, e i 14 punti valgono il 6° posto, a 8 dalla vetta di Inter e Lazio. Ma una vittoria senza Locatelli, con otto indisponibili, ha interrotto un digiuno in campionato. Mercoledì alle 20:45 a Genoa si capisce se è un inizio o solo una parentesi.
Fonte: Calciomercato




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