Giovedì 29 ottobre 2026 · Serie ASito non ufficiale dei tifosi bianconeri
Ultim'ora
TifosiRUMOR

Un anno di Spalletti e per la panchina spunta Deschamps: l'allenatore della Serie B è disponibile

Domani, 30 ottobre, fa un anno che Spalletti allena la Juventus. Il 2-0 di Genova ha aperto la corsa alla successione, e tra i nomi ora c'è anche quello di Deschamps, che non è più ct della Francia e ha già dato la sua disponibilità.

Deschamps
Deschamps — Foto: goal.com

Domani Luciano Spalletti compie un anno sulla panchina della Juventus. Per la sua successione è comparso un nome nuovo: Didier Deschamps. Non è più ct della Francia e ha già dato la sua disponibilità. Gli altri due nomi restano Antonio Conte, che è quello che la piazza vuole, e Pioli.

Deschamps la Juventus la conosce dal momento più basso della sua storia recente. La allenò nell'anno di Serie B dopo Calciopoli. Un anno fa aveva lasciato la porta aperta con una frase che oggi pesa diversamente: «Io alla Juve? Tutto è possibile, andare via fu un errore». Il suo è un calcio pragmatico ed essenziale, con pochi svolazzi. Dopo dodici mesi di idee che a Torino non hanno attecchito, è facile capire perché quel profilo torni d'attualità. Più difficile è capire se riportare indietro l'orologio sia un progetto o solo una via di fuga.

Leggi anche Un anno di Spalletti, e a Genova la Juve peggiore: la difesa a tre non ha cambiato niente

Su Conte il discorso è un altro, e non si chiude in Continassa. Perché si muova davvero serve che si muova John Elkann. L'allenatore leccese, senza squadra da maggio, il 23 ottobre ha scritto sui social «Nessuna trattativa avanzata». E la distanza fra il nome che si invoca e quello che si può davvero prendere è tutta lì.

Il bilancio dell'anno di Spalletti dice più di qualsiasi candidatura. Era arrivato il 30 ottobre 2025 al posto di Tudor, esonerato con 12 punti dopo otto giornate. Ha chiuso la scorsa stagione fuori dalle prime quattro, e per questo quest'anno si gioca l'Europa League e non la Champions. Oggi la Juventus è ottava con 14 punti dopo nove giornate: a sei punti dal Como quarto e a undici da Inter e Lazio. Il 3-5-2 adottato da Lecce in poi non ha cambiato la sostanza, e il Ferraris l'ha mostrato senza filtri. Dopo Genova lo stesso allenatore ha chiesto qualcosa in più alla squadra, aggiungendo «ammesso che questi calciatori ce l'abbiano».

Quella frase è il punto. Se chi allena arriva a dubitare dei giocatori che ha, la domanda non riguarda più solo lui. Chi allena risponde delle scelte: delle formazioni, dei cambi, di una squadra che a Marassi ha tenuto il pallone senza fare male. Chi ha costruito la rosa in estate risponde di questa rosa, a cominciare da Massara e Ottolini. Cambiare l'uomo in panchina senza chiedersi chi ha messo insieme il gruppo è già successo. Non ha portato da nessuna parte.

Tre partite prima della sosta

Il calendario non concede tempo per i ragionamenti. Da venerdì sera la squadra va in ritiro alla Continassa fino alla partita di domenica 1° novembre alle 20:45 all'Allianz Stadium contro il Napoli, che col 4-1 di Monza ci ha raggiunti a 14 punti. Poi l'AZ Alkmaar in Europa League e la Fiorentina, prima della sosta dal 9 al 17 novembre, indicata come il momento per un'eventuale svolta.

Al bar la domanda è semplice: un altro allenatore cambierebbe davvero questa Juve, o sarebbe il prossimo a dire che con questi giocatori di più non si può fare? Domenica sera, contro il Napoli, Spalletti comincia l'ultima serie di tre partite che può ancora decidere da solo.

Il video ufficiale

Fonte: ilNapolista

La parola alla Curva

Nessuno ha ancora parlato
Tu che ne pensi?La discussione su questo pezzo comincia da qui: bastano due righe, e le leggiamo tutte.

Per commentare entra nella Curva — gratis, senza password.