Perrone: «Il Potenza ora ha qualcosa in più del Bari». L'uomo della Mitropa dà fiducia a Rastelli, ma Barletta e Salernitana pesano ancora
Dal gol che nel 1990 ci ha dato l'unico trofeo internazionale alla lettura di questo campionato: Perrone assolve il Bari con il «momento un po' così» di una squadra rifatta da capo. A Bari però quel momento nessuno lo concede, e domani alle 14:30 al San Nicola arriva la Scafatese.

«È evidente che il club lucano in questo momento ha qualcosa in più del Bari e si è visto proprio nella partita di martedì sera». Perrone è l'uomo del gol che nel 1990 portò a Bari la Coppa Mitropa, l'unico trofeo internazionale della nostra storia. Parte dal 2-1 del Viviani, che ci è costato la Coppa Italia Serie C, e allarga il discorso a tutto quello che si è visto da agosto. Sul Potenza il giudizio è netto. Sul Bari è molto più indulgente.
Sui lucani Perrone non usa mezze misure: «Strutturalmente è una squadra che ha lavorato negli anni per arrivare a questo step di crescita mettendo su un percorso preciso. Ora sta meglio del Bari e la classifica lo dimostra». Dopo 11 giornate dice Potenza 26, Bari 21. La parola che conta però è «percorso»: il Potenza ne ha uno, il Bari è sceso dalla B perdendo il playout col Südtirol a maggio ed è stato rifatto in un'estate. Perrone lo sa, e da lì ricava la sua attenuante: «Il Bari è una squadra totalmente diversa che ha dovuto cambiare tanto e, quindi, ci sta un momento un po' così».
Il «momento un po' così» che a Bari non passa
Su questo non siamo d'accordo. Che la squadra sia stata cambiata tanto è vero, ma non è successo per caso: è una scelta, e ne rispondono il direttore generale Pierpaolo Marino e il direttore sportivo Antonio Minadeo, che quella rosa l'hanno costruita. Una piazza che pretende la promozione diretta non può accettare come giustificazione le conseguenze di quella scelta. Anche perché il «momento» ha numeri precisi: 0-0 in casa con il Crotone, che è ultimo, 1-1 a Caserta, poi l'uscita dalla Coppa a Potenza. Sono tre gare ufficiali senza vittoria.
Su una cosa Perrone dice quello che pensa la gente: «Indubbiamente ci sono state due sconfitte piuttosto pesanti contro Barletta e Salernitana in due partite che potevano essere gestite meglio e che una squadra come il Bari poteva far sue». Il 3-0 del Puttilli del 28 agosto, nel derby tornato dopo 37 anni, e il 2-1 in rimonta della Salernitana del 4 ottobre. Oggi il Barletta ha 11 punti e la Salernitana 14. In quelle due partite abbiamo perso sei punti, e il Potenza ne ha cinque più di noi. La distanza dalla vetta non viene da Potenza: viene da lì.
Poi Perrone parla di identità: «I biancorossi stanno cercando di crearsi una loro identità considerando anche il fatto che la rosa è decisamente piena di giocatori nuovi e occorre tempo per avere una certa formazione tipo». E chiude su Massimo Rastelli: «C'è anche un allenatore che sta cercando di lavorare con i giocatori che ha a disposizione e deve trovare una certa continuità. Io ho fiducia in lui e credo che si potrà trovare la giusta strada». Fra gli ex che in questi giorni si sono espressi è un'altra voce contraria all'esonero. È una posizione legittima. Resta però una domanda: dopo undici giornate la formazione tipo ancora non c'è. Per domani l'undici probabile cambia di nuovo il centrocampo, con Maggiore titolare e Prisco in mediana, e lo stesso Rastelli ha ammesso che forse avrebbe dovuto usare di più Colangiuli. Quanto tempo serve ancora, e chi decide quando è finito?
La prima risposta arriva domani alle 14:30 al San Nicola. Contro la Scafatese neopromossa, ottava a 17 punti, ci giochiamo il secondo posto con il Sorrento a un punto e il Catania a due.
Il tempo che Perrone chiede per Rastelli si misura in risultati, e il prossimo si gioca fra ventiquattro ore.
Il video ufficiale
Fonte: TuttoBari




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