Rastelli: «Si è spenta la luce». Ma a spegnerla è stato il primo gol preso
L'allenatore parla di una buona mezz'ora, di una squadra «involuta» e dello stadio vuoto. Il buio è iniziato al 31', con il pareggio della Scafatese, e il San Nicola vuoto non è un alibi.

Rastelli ha usato un'immagine precisa: «Prima mezzora buona, poi si è spenta la luce». Basta guardare la cronologia per sapere a che minuto è successo: al 31', quando Emmausso, servito da Volpicelli, ha pareggiato il gol di Gomez. La mezz'ora buona di cui parla l'allenatore coincide quasi al minuto con il tempo in cui siamo stati in vantaggio. Dopo il pareggio, come dice lui stesso, la squadra non si è più ripresa. Non è un dettaglio. Vuol dire che questo Bari tiene finché la partita va come previsto e si perde al primo colpo che riceve. E stavolta è successo contro la Scafatese, al San Nicola.
Nel dopogara Rastelli ha aggiunto: «Nella prima mezz'ora dovevamo chiuderla, poi siamo stati confusi. Quello che ci manca è la continuità». Sulla prima parte ha ragione, ed è proprio quello che fa male: la partita che «dovevamo chiudere» è diventata il terzo pareggio di fila, dopo quelli con il Crotone e con la Casertana. La continuità che manca si vede nei risultati delle ultime settimane. Poi c'è la parola «involuta», usata da un allenatore per la propria squadra dopo dodici giornate. È una parola che pesa, perché se una squadra torna indietro invece di crescere, la prima responsabilità è di chi la allena.
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La frase più delicata è l'ultima: «giocare in uno stadio vuoto non è semplice». Eravamo in 2.023 in uno stadio da 58.270 posti, e alla fine sono arrivati i fischi. Ma quel vuoto non è un ostacolo capitato per caso. È la risposta della piazza a tre partite senza vittorie, a un allenatore di cui una parte crescente dei tifosi chiede la testa, a una proprietà contestata per la multiproprietà col Napoli. Presentare le tribune vuote come una difficoltà da cui difendersi rovescia causa ed effetto: il San Nicola si riempie quando c'è un motivo per tornarci, e questo motivo deve darlo il campo.
Siamo secondi, a quattro punti dal Potenza, e la prossima partita è Picerno-Bari, lunedì 9 novembre alle 20:45. In nove giorni non serve un'altra metafora sulla luce. Serve sapere che cosa cambia in una squadra che lo stesso allenatore descrive come confusa e involuta. Rastelli ha descritto il problema con parole chiare, più di quanto si faccia di solito in conferenza stampa. Ora deve risolverlo, e il giudizio arriverà dai risultati, non dalle analisi del dopogara.




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