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Rizzetta rilancia da Napoli Basket: «Pronti se De Laurentiis cede», ma la palla resta al presidente

Il presidente del Napoli Basket dice di avere fondi americani pronti e di voler unire la città sotto un unico marchio polisportivo. La decisione, ammette, dipende da Aurelio De Laurentiis, che finora ha detto che il club non è in vendita.

Rizzetta rilancia da Napoli Basket: «Pronti se De Laurentiis cede», ma la palla resta al presidente
Rizzetta rilancia da Napoli Basket: «Pronti se De Laurentiis cede», ma la palla resta al presidente — Grafica Arena Napoli

Matt Rizzetta torna a parlare e lo fa con una frase che chiude il cerchio: se Aurelio De Laurentiis dovesse cedere, lui è pronto. L'imprenditore italo-americano, presidente del Napoli Basket, dice che l'operazione non sarebbe personale. Sarebbe guidata da un fondo d'investimento, con alle spalle alcuni importanti fondi americani interessati all'operazione. Sul piano economico, quindi, la possibilità c'è. Sul resto, ammette, tutto dipende dalla volontà del presidente.

Il progetto che racconta va oltre il calcio. «Noi abbiamo Napoli Basketball e la nostra visione è di creare una bellissima realtà polisportiva proiettando Napoli verso un alto livello di sport mondiale unita sotto un unico marchio», dice Rizzetta. Aggiunge che sono già stati raggiunti accordi con altre realtà cittadine importanti, tra cui la pallavolo, e che verranno annunciati a breve. Il disegno è chiaro: la SSC Napoli come pezzo grosso di un contenitore più ampio.

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Una pista che continua a cambiare faccia

Non è una novità assoluta, ed è questo il punto. Nei giorni scorsi circolava l'idea di un rilancio a 1,5-1,6 miliardi, dopo una prima offerta da 1,3. A oggi, però, non risulta nessuna nuova offerta formalizzata. Sempre Rizzetta, secondo le indiscrezioni, avrebbe indicato un piano B: comprare Juve Stabia o Real Aversa 1925 e ribattezzarla col marchio di un club napoletano scomparso. Un limite al 2027 per chiudere, dunque, e un'alternativa pronta se De Laurentiis non vende.

Intanto la società tace sul fondo. Il 22 e 23 ottobre è uscita l'indiscrezione di un Napoli in vendita per 2 miliardi, e la risposta del presidente è stata netta: «Il Napoli non è in vendita». Poi i due incontri di Ginevra con Gianluigi e Diego Aponte, letti in modi opposti. Oggi De Laurentiis è ancora a Ginevra e salterà anche la trasferta di Porto. Chi parla di acquirenti, in queste ore, parla a un presidente che non è in tribuna.

La nostra lettura è scomoda. Il tifoso che dopo il 2-0 di Torino si ritrova ottavo con 14 punti, mentre la Lazio è a 28, ha il diritto di chiedersi cosa stia davvero succedendo sopra la squadra. Ogni settimana c'è un nuovo nome, una nuova cifra, un nuovo piano B. Nessuno si prende la responsabilità di dire come stanno le cose. Il silenzio della società pesa quanto le parole di Rizzetta, e alimenta tutto il resto.

Una parola sola sarebbe bastata: un sì o un no che chiuda la questione. Fino ad allora il campo resta quello. Mercoledì alle 21 a Porto c'è una Champions da giocare, con il Napoli ventiduesimo e fermo a 3 punti, e per ora la risposta che conta la deve dare la squadra.

Fonte: Calcio Napoli 1926

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